Uragani e Farfalle

Storie brevi e fotografie


Farfalle

Chiara si trovava in un prato infinito, verde e luminoso. Il vento accarezzava dolcemente l’erba, e le nuvole correvano veloci sopra di lei, come se avessero fretta di raggiungere un luogo lontano. Non c’erano rumori, solo un silenzio perfetto che sembrava avvolgerla come una coperta. Sdraiata sull’erba, si sentiva incredibilmente libera, come se tutti i pesi della sua vita fossero svaniti.

Due farfalle dai colori sgargianti svolazzavano davanti a lei, danzando tra i fiori. Le loro ali brillavano alla luce del sole, muovendosi in un ritmo ipnotico. Chiara le osservava, incantata. Era come se quelle creature giocassero solo per lei, invitandola a unirsi a loro. Quando una delle farfalle le sfiorò la mano, Chiara rise, sentendo un’inaspettata gioia crescere dentro di lei.

Poi le farfalle si posarono su una pagina di giornale abbandonata nell’erba. Con un battito d’ali, sparirono, lasciandola sola. Chiara si avvicinò al foglio, incuriosita. Lo sollevò, notando che era ingiallito e strappato ai bordi. Riconobbe subito l’articolo: era la notizia di due ragazzi scomparsi vicino al fiume.

Le tornò alla mente il nome della ragazza: Luce. “Poverina,” pensò. “Forse voleva scappare… o magari voleva chiudere per sempre con tutto.”

Distolta da quel pensiero, alzò lo sguardo e vide di nuovo le farfalle, sospese a mezz’aria, come ad aspettarla. Seguendole con gli occhi, Chiara scoppiò a ridere: “Chissà che sciocchezze sto pensando…” Ma una parte di lei non poteva fare a meno di sentirsi attratta da quella storia. Rimase immobile per qualche minuto, fissando il giornale, mentre nella sua mente riaffioravano ricordi confusi.

La ragazza scomparsa, Luce, le ricordava qualcuno. Sonia. Sì, Sonia, una vecchia conoscenza. Anche lei aveva vissuto momenti difficili, circondata da persone che non riuscivano a comprenderla. Sembrava una piccola farfalla smarrita, alla disperata ricerca di qualcosa che forse non sarebbe mai riuscita a trovare. Sonia aveva fatto una scelta estrema, una scelta da cui non si era voluta voltare indietro. Nessuno era riuscito a fermarla.

Chiara si accorse che i ricordi di Sonia e di quel giorno al parco tornavano nitidi, come se il tempo non fosse mai passato. Era quasi incredibile come fosse riuscita a dimenticare tutto per così tanto tempo. Ora, però, quelle immagini la travolgevano, spingendola a chiedersi perché il passato sembrava deciso a ripresentarsi proprio in quel momento.

Chiara si sentiva confusa. Ogni frammento di memoria che riaffiorava era come un pezzo di un puzzle che non riusciva a completare. Le sembrava di essere intrappolata in un intreccio tra presente e passato, senza sapere dove guardare. Forse doveva lasciare che le cose fluissero, che i ricordi facessero il loro corso. Forse, però, era giunto il momento di affrontarli. Ma per ora, Chiara non sapeva che fare. Restava lì, ferma, mentre nella sua mente le immagini di Sonia, del parco, delle farfalle continuavano a danzare, inafferrabili come un sogno.

La storia del parco che aveva cercato inconsciamente di seppellire riaffiorava, vivida e dolorosa. Era quasi incredibile pensare a quanto fosse riuscita a dimenticare. Come aveva potuto rimuovere quei momenti così intensi? E perché adesso, proprio ora, il passato stava tornando a bussare alla porta dei suoi pensieri?

Il senso di smarrimento la avvolse. C’era qualcosa di inesplicabile in quei ricordi, come se non appartenessero solo a lei, ma anche a qualcun altro che stava cercando di farsi sentire. Le emozioni si intrecciavano, confondendosi in un groviglio impossibile da districare. Perché il passato, che lei stessa aveva scelto di ignorare, si ostinava a riemergere? Che cosa voleva dirle?

Chiara si sentiva sopraffatta. Ogni risposta sembrava sfuggirle, lasciandola sola con domande che non osava formulare a voce alta. La confusione era totale, come un mare in tempesta da cui non riusciva a uscire. Si prese la testa tra le mani, cercando invano un appiglio, una direzione da seguire.

Forse, pensò, non c’era nulla da fare. Forse non avrebbe mai trovato un senso a tutto quello che stava accadendo. Ma dentro di sé sapeva che il passato non avrebbe smesso di inseguirla finché non avesse avuto il coraggio di affrontarlo. Chiara sospirò, guardando il vuoto davanti a sé. Per ora, non le restava altro che aspettare. Aspettare e lasciare che il tempo – o forse il suo stesso cuore – le indicasse la strada.

Era giunto il momento?

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estratto dal mio racconto Ritorno al Parco dei Sogni che potete leggere qui.


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