Uragani e Farfalle

Storie brevi e fotografie


Il custode del rosa pallido

Nel regno di Altomaggio, dove il vento profuma costantemente di erba secca e miele selvatico, viveva Zefiro, una piccola Zygaena dalle ali color della mezzanotte, punteggiate da gocce di fuoco.

A differenza dei suoi compagni, Zefiro non amava volare per lunghe distanze. Lui aveva una missione più umile, ma fondamentale: era il custode del Rosa Pallido. Ogni mattina, quando il sole iniziava a scaldare le colline, Zefiro cercava i fiori di scabiosa, quelle piccole sfere piumate che sembravano fatte di nuvole e sogni.

Si posava con delicatezza infinita, attento a non spezzare nemmeno uno dei minuscoli petali. Per i fiori, Zefiro non era un peso, ma un gioiello. Con il suo corpo scuro e scarlatto, proteggeva la loro fragilità, rendendoli visibili alle api distratte e ai viandanti frettolosi.

“Perché resti sempre lì?” gli chiese un giorno una cavalletta dorata, saltando tra le spighe d’avena. “Il mondo è pieno di fiori blu e gialli, molto più appariscenti!”

Zefiro mosse appena le antenne, assaporando il nettare dolciastro. “La bellezza non deve sempre urlare per essere vista”, rispose con un battito d’ali. “A volte, serve solo un po’ di rosso per far capire al mondo quanto è prezioso il rosa.”

E così, mentre l’estate avanzava e le spighe diventavano d’oro, Zefiro restava lì, fermo nel tempo, a dimostrare che anche l’incontro tra due mondi diversi può creare l’incanto perfetto.


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