Ogni mattina usciva senza fretta, con addosso il suo mantello a strisce e la certezza che, da qualche parte, ci fosse ancora un fiore da visitare.
Non sapeva di essere importante.
Non conosceva parole come equilibrio, biodiversità o futuro.
Conosceva soltanto il profumo della lavanda, la polvere dorata del polline sulle zampe e quella strana felicità che si prova quando si trova esattamente ciò che si stava cercando.
Così, mentre il mondo correva da qualche altra parte, lui continuava il suo piccolo lavoro.
E forse è proprio così che si salvano le cose più preziose: un fiore alla volta.


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